Pala dell’Assunta

DESCRIZIONE

DESCRIZIONE

La pala d’altar maggiore del Duomo Nuovo è un olio su tela, commissionata a Giacomo Zoboli da Angelo Maria Querini nel 1732 ed inaugurata nel 1735.

È considerata un lavoro molto ben riuscito che mostra bravura d’invenzione e di colorito, fa parte delle opere settecentesche realizzate per l’ornamento del presbiterio.
Sicuramente lo Zoboli richiama nella sua opera l’Assunta del Moretto, presente nel Duomo Vecchio, ma usa uno schema molto più libero e dinamico. Si confronta anche con i modelli emiliani, primi fra tutti i fratelli Carracci, e con le grandiose e retoriche composizioni “alla romana”, memore della sua formazione che si compì tra Modena e Roma.
Lungo la tela centinata dispone nella parte bassa gli apostoli e in quella alta, sorretta da angeli in volo, la Madonna, che rispetto a quella morettesca, spalanca le braccia ed è raffigurata in leggera torsione. La zona più vivace è senza dubbio quella degli apostoli, ognuno colto in un diverso atteggiamento di stupore. Al centro vi è Pietro e intorno a lui il pittore sistema con simmetria e contrappunto i compagni, tutti disposti intorno al sarcofago dove avevano adagiato e vegliato il corpo della Vergine prima che venisse assunta in cielo. Zoboli mostra pure una certa modernità “fotografica” nel taglio dei corpi degli apostoli posti a lato.
Concitazione, enfasi, affollamento di figure in torsione e colori accesi caratterizzano l’intera opera e derivano dal clima pittorico romano, nel quale lo Zoboli si formò presso i pittori Maratta e Conca.
Grazie allo Zoboli il classicismo romano venne introdotto con tutti gli onori a Brescia ed avrà anche un altro grande interprete, Pompeo Batoni, attivo nella chiesa di Santa Maria della Pace.
Giovan Battista Carboni nello scrivere il suo libro intitolato Le pitture e sculture di Brescia, modifica il nome del pittore da Giacomo in Giacinto, generando un errore anagrafico che ancora oggi è diffuso.
Successiva alla tela è la bella soasa in marmi versicolori, realizzata su disegno di Giovan Antonio Biasio, che fu per un certo periodo sovrintendente ai lavori di costruzione del Duomo.

© 2017 Museo Diocesano di Brescia - Designed and developed by VIVA! Srl - Crediti