Organo Antegnati

DESCRIZIONE

DESCRIZIONE

Questo splendido strumento musicale fu costruito da Graziadio Antegnati (1525-1590) in collaborazione con il figlio Costanzo (1549-1624) nel 1581.

Ha una tastiera con 58 tasti, 24 pedali e viene suonato ancora oggi per concerti ed eventi. L’ultimo restauro risale al 1955. L’organo di San Giuseppe fu voluto e pagato dalla Compagnia del Sacro Triduo, sostenitrice delle manifestazioni devozionali in suffragio dei defunti.

Gli Antegnati, presenti a Brescia dal XV secolo, furono una famiglia di organari straordinariamente eccellenti, operanti fino al XVIII secolo. Non solo migliorarono l’arte di costruire organi, ma nobilitarono anche il ruolo dell’artigiano costruttore di organi.
Avevano bottega in Contrada delle Cossere, che dal Seicento viene chiamata Contrada degli Antegnati.

La famiglia era di nobili origini proveniente da Antegnate nel bergamasco, da cui il nome, e si trasferì prima a Lumezzane poi a Brescia. Un ramo si stabilisce a Milano, ma è quello di Brescia che vanta le personalità più significative. Graziadio sul piano tecnico fu il più abile e riposa con il figlio Costanzo proprio nella chiesa di San Giuseppe, nella tomba posta davanti alla seconda cappella della navata di sinistra.
Un altro organo Antegnati da ammirare si trova nel Duomo Vecchio.

Altre grandi personalità legate alla musica sepolte qui sono Gasparo da Salò, la cui tomba non è al momento chiaramente individuabile, e il veneziano Benedetto Marcello, nella navata centrale verso l’altar maggiore. Fu camerlengo, cioè un intendente di finanza a Brescia, ma soprattutto fu un celebratissimo compositore di musica sacra, definito principe della musica. Morì il 25 luglio del 1739 ed è ricordato anche con una lapide esterna alla chiesa (dove però è riportato sbagliato il giorno della morte).

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