Monumento a Papa Paolo VI

DESCRIZIONE

DESCRIZIONE

Presso il secondo altare di sinistra nel Duomo Nuovo, si ammira l’originalissimo monumento dedicato a Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini.

Paolo VI nacque a Concesio, paese in provincia di Brescia, venne ordinato sacerdote proprio nel Duomo Nuovo nel 1920, divenne Papa nel 1963 e morì nel 1978. È stato proclamato Beato nel 2014 da Papa Francesco.
La città di Brescia lo ricorda e lo onora da tempo: la piazza antistante le due cattedrali è intitolata a lui e nel 1984 venne eretto questo monumento di bronzo e marmo, opera dello scultore Lello Scorzelli. L’artista ha immortalato la pensosa figura di Paolo VI in un momento ben preciso: durante l’apertura della porta santa all’inizio dell’anno giubilare, nella notte di Natale del 1974.
Scorzelli era presente a quell’avvenimento, che impresse nella sua memoria un segno indelebile.

Perno dell’intero monumento è la solitaria figura di Paolo VI, inginocchiato sulla soglia della porta santa appena aperta. Dietro di lui vi sono lastre di ardesia non levigata che fanno spiccare la massa dorata del pontefice. La luce scivola sulle sue vesti, mentre indugia sul volto, trattato come un ritratto ed estremamente somigliante. La solitudine che emana Paolo VI in questa rappresentazione rende più profonda l’eco della sua fede, discreta ma allo stesso tempo potente, che viene espressa nell’umile gesto di inginocchiarsi di fronte ad ogni fedele o semplice visitatore.
Il pontefice regge il bastone pastorale usato durante le cerimonie, che culmina con un crocifisso ricurvo, come se il peso che Gesù porta sia tale da curvare il legno della croce, simbolo universale. Questo bastone fu davvero realizzato da Scorzelli per Paolo VI, che lo utilizzò durante la cerimonia conclusiva del Concilio Vaticano II nel 1965. Esso rimarrà poi in uso anche tra i suoi successori fino a Papa Benedetto XVI, che lo sostituisce.
I due battenti bronzei della porta sono bruniti e martellati, il pomolo collocato al centro di ogni anta descrive una scena della vita di San Paolo. A sinistra si osserva il Naufragio sulla costa di Malta e a destra la Folgorazione di Saulo sulla via di Damasco.
In alto in posizione centrale vi è lo stemma del Papa.

La complessità compositiva e simbolica del monumento continua in basso dove è posizionato un alto zoccolo di marmo nero del Belgio che reca l’iscrizione in latino PAULUS VI PONT. MAX. BRIXIENSIS. Accanto si ammirano otto formelle romboidali, disposte in due gruppi di quattro per lato. Ogni formella racconta un fatto della vita di Paolo VI e sono realizzate con uno stile agile e drammatico, procedendo  da sinistra in alto a destra in basso.
Apre la serie la Chiusura del Concilio dove due file di padri conciliari appaiono come una moltitudine in preghiera, ispirata dallo Spirito Santo. A sinistra vi è l’Incontro con il Patriarca Athenagoras I. Le due vivaci figure del Patriarca a sinistra e del Pontefice a destra che si porgono le mani in segno di amicizia segnano un momento pastorale importante. Riprende il dialogo tra le due Chiese separate. Sullo sfondo si notano tre croci incise: sono quella di Gesù, di San Pietro e Sant’Andrea.
A destra sono rappresentati i mali del mondo contemporaneo: la violenza, l’indifferenza e la superbia.
In basso vi sono le encicliche scritte da Paolo VI che poggiano sulla Bibbia, fonte primaria di ispirazione. La Bibbia è modellata dallo scultore secondo un esemplare realmente presente nello studio del Papa, sullo sfondo è inciso il testo della lettera che il pontefice inviò alle Brigate Rosse nel 1978 per chiedere la liberazione di Aldo Moro.

A questo punto il racconto prosegue con le formelle di destra, disposte nello stesso ordine di lettura.
In alto si vede il discorso all’ONU sulla guerra e sulla pace, avvenuto nel 1965. Il personaggio mostruoso in rilievo al centro rappresenta la guerra, generatrice di morte, ai lati sono incisi i simboli della pace: la mano benedicente del Papa a sinistra ed un ramo d’ulivo a destra.
Nella formella di sinistra vi è l’Attentato a Manila, fatto del 1970, quando il Papa fu accoltellato di striscio, egli è rappresentato di profilo mentre benedice e alle sue spalle si addensa il male pronto a ferirlo.
A destra si racconta l’Abbandono dl Triregno, cioè della tiara papale formata da tre corone, simboleggiante il triplice potere del Papa, che è padre dei re, rettore del mondo e vicario di Cristo. Le tre corone possono anche identificare tre aspetti della chiesa: militante, sofferente, trionfante. Abbandonare il triregno significa rinunciare al potere umano e ai beni terreni; nella formella due mani depongono il triregno, contenitore di cose ormai corrotte, a favore della mitria, più sobria e simboleggiante il ritorno ad una più genuina azione pastorale.

Infine, in basso, è mostrata la Morte di Paolo VI, avvenuta il 6 agosto del 1978. Il Papa è raffigurato morente con la testa rivolta allo spettatore, mentre in alto si svolge la Trasfigurazione con al centro Gesù e ai lati i profeti Mosè ed Elia, incisi con la tecnica dello stiacciato. Il Papa contempla in estremo quella scena luminosa, che la chiesa festeggia proprio il 6 agosto, giorno della sua morte.

Paolo VI non fu solo papa ispirato da sincero sentimento religioso, ma anche un capace collezionista d’arte contemporanea. La collezione che porta il suo nome è oggi custodita a Concesio, suo paese natale, ed è formata da settemila opere del Novecento.

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