La Vergine Immacolata con i Santi Giuseppe, Rocco, Francesco e Chiara

DESCRIZIONE

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La grande tela raffigura la Madonna Immacolata con Dio Padre e la colomba dello Spirito Santo in volo sopra di lei ed i Santi Rocco, Giuseppe, Francesco e Chiara che dalla dimensione terrena la venerano. Una moltitudine incredibile di angioletti le volano intorno.

L’opera di Antonio Cappello (1669-1741) è datata al 1719 e faceva parte di un ciclo di teleri posti a decorare il profondo coro della chiesa di San Giuseppe.

Il presbiterio è sopraelevato a causa di un vicolo privato che non venne mai ceduto ai frati del convento e che vi passava sotto. L’altar maggiore si trova lassù insieme alla tela di Antonio Cappello. Sembra quasi sperduta nella vastità del coro, ma un tempo altri quadroni, oggi perduti, decoravano il vasto ambiente, tutti opera di Cappello. Vi erano raffigurati il Paradiso spalancato alle anime del Purgatorio, il giorno del Giudizio Finale, Gesù in preghiera nell’orto, la flagellazione, l’incoronazione di spine e la salita al calvario.

L’unica tela superstite mostra la Madonna Immacolata al centro in atteggiamento di preghiera, mentre con un piede schiaccia il maligno in forma di mostruoso serpente. Ai suoi piedi vi è una falce di luna e sul capo una corona di stelle. È sostenuta da una coltre di nuvole che la separano dalla Terra e la pongono a metà strada verso il cielo, dove Dio e lo Spirito Santo sono pronti ad accoglierla in gloria. Numerosi angioletti in festa, teatralmente disposti ed immersi nella luce dorata, esprimono con le loro variegate pose la gioia verso Maria, che è Immacolata, ossia senza peccato originale, santa e piena di grazia.

In basso vi sono quattro Santi dall’atteggiamento pio e devoto, disposti a semicerchio. A sinistra, a Rocco in abiti da pellegrino, e Giuseppe casto sposo della Vergine e titolare della chiesa e del convento; a destra, Francesco con le stigmate, alla cui regola appartenevano i frati, e Chiara.

Più indietro frati e monache degli ordini religiosi da loro fondati divisi da due angioletti che reggono il bastone fiorito di Giuseppe e la croce rivolta verso Francesco. Rocco è l’unico tra i Santi che guarda verso lo spettatore, gli altri sono rapiti dall’immagine della Madonna.

Rocco ed Apollonio furono i titolari dei due conventi francescani rasi al suolo dalla grande “spianata” veneziana avvenuta all’inizio del XVI secolo. I frati di questi conventi confluirono in San Giuseppe e la venerazione per i due Santi precedenti rimase sempre viva.

Le tonalità del dipinto tendono al giallo soffuso senza toni squillanti. I volti tondi delle figure femminili sono tipici di Cappello, che usa un  linguaggio teso ad essere aulico e classico. Il pittore ebbe una ricca formazione artistica: a Brescia fu allievo di Pompeo Ghitti, poi si recò a Bologna e Roma. Aveva grande fantasia e fu abile soprattutto nell’affresco.

Cappello dipinse per i frati di San Giuseppe anche le lunette del chiostro minore nel 1713, alcuni episodi del ciclo sulla vita di San Giuseppe e le stazioni della via crucis.

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