La carità di San Lucio

DESCRIZIONE

DESCRIZIONE

Opera di Francesco Paglia (1636-1714), la tela mostra San Lucio, patrono dei casari e dei salumieri, mentre fa la carità. Fu commissionata dal Paraticum Formagiariorum, associazione di mestiere che ottenne questo altare da dedicare al proprio santo nel 1675.

La cappella era inizialmente dedicata a Santa Caterina e Santa Lucia, per divenire poi la cappella della corporazione dei casari e salumieri.
Paglia, maestro del chiaroscuro, mostra San Lucio ben modellato, in abiti modesti da lavoro, mentre offre cibo con gesto gentile a due poveri, tenendo nella mano destra un pezzo di formaggio. In un’atmosfera di velata malinconia, le due figure femminili sulla sinistra, una in piedi ed una seduta con posa pensosa, hanno un’aureola appena accennata e sono quindi due sante, forse Caterina e Lucia, prime dedicatarie dell’altare, che vengono così ricordate e omaggiate.
L’elegante grazia e la classicità delle figure derivano dai modi del maestro di Francesco, il famoso Guercino, a cui però il nostro pittore aggiunge personali soluzioni luministiche, caratterizzate da atmosfere cupe e improvvisi guizzi di luce.
Francesco Paglia fu anche letterato e scrittore: a lui si deve Il Giardino della Pittura, una sorta di guida erudita al patrimonio artistico bresciano.

Nel pavimento davanti alla cappella, sulla sinistra, vi è una lapide funeraria che ricorda i signori Venturini, orefici, i quali ottennero di poter deviare l’acqua cadente dalla fontana della spezieria del covento per usarla nella loro bottega che si trovava lungo Corso degli Orefici, troncone dell’attuale Corso Mameli, grazie ad una generosa offerta ai frati di San Giuseppe.

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