Ecce Homo e Deposizione

DESCRIZIONE

DESCRIZIONE

Si trova sul quarto altare di destra ed è un affresco staccato, unico frammento della decorazione eseguita da Lattanzio Gambara intorno al 1563 per la cappella del Santissimo Sacramento che era la seconda a destra.

L’Ecce homo si trovava sul pilone che separava questa cappella da quella di San Gaudioso, un tempo il primo altare a destra.

Gesù è raffigurato un poco più grande del vero e legato alla colonna secondo un’iconografia che fa riferimento al momento finale del processo a Gesù, quando i soldati lo rivestono di un manto rosso porpora, intrecciano una corona di spine, gliela pongono sul capo e lo percuotevano con una canna. L’opera del Gambara è concepita come immagine devozionale, quindi Gesù è solo e a mezza figura ed è espressione di una devozione di altri tempi.

Il falegname Giovanni Ghilardi dovrebbe essere l’autore della cornice.

Sotto l’Ecce Homo ammiriamo l’altorilievo di forma ellittica realizzato in marmo da Antonio Calegari, mirabile artista del XVIII secolo. Era il paliotto di un altare che non è più in loco e raffigura una toccante Deposizione.

Al centro il Cristo è adagiato e sorretto: a destra da Maria che è in piedi e volge il volto addolorato ed una mano verso il cielo; a sinistra dalla Maddalena inginocchiata che gli bacia una mano. Sullo sfondo a sinistra vediamo il roccioso Golgota con alberelli isolati e le tre croci che svettano, mentre a destra osserviamo un boschetto.

Le linee di contorno delle figure sono fluide, i fluenti panneggi delle vesti si piegano generando forti chiaroscuri.

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