Crocifisso ligneo

DESCRIZIONE

DESCRIZIONE

Il crocifisso è datato 1502 ed è in legno intagliato e policromato. L’autore, Francesco Giolfino, proviene da una fiorente bottega di scultori e intagliatori attivi a Verona per cinque generazioni.

Francesco aprì una propria bottega a Brescia in contrada Santo Stefano, importando in città la sua arte, che influenzerà a lungo i nostri artisti del legno.

Il crocifisso apparteneva all’arredo e alla decorazione della precedente cattedrale paleocristiana di San Pietro de Dom. Fu poi spostato al primo altare a destra della nuova chiesa.
L’autore mostra influssi tedeschi nei toni drammatici ed espressionistici, ma ancora più forti sono le evidenze derivate dal Mantegna e dal mondo figurativo del Rinascimento, che tende a smorzare il dramma e ad accentuare la tensione del corpo crocifisso. Una tensione chiara ma contenuta, che si esprime nella smorfia di dolore della bocca e che traspare nella consunzione delle guance di questo Gesù appeso alla croce facendone un’opera una grande intensità.

L’originale cromia si è conservata solo in parte. Il rosso del sangue che esce dalla ferita del costato ed il colore dei capelli e della barba sono stati ripassati in epoche successive.
Il crocifisso è custodito sopra un fastoso altare in marmi policromi della prima metà del XVIII secolo.

Accanto all’opera di Giolfino è collocata una scultura lignea tedesca raffigurante la Dormitio Virginis.
Sopra l’altare è posta una lunetta con il Sacrificio di Isacco, dipinta da Moretto tra il 1530 ed il 1535,  un tempo custodita nella cappella del Santissimo Sacramento in San Pietro de Dom.
In basso al centro della mensa dell’altare si trova l’urna marmorea con i resti di Sant’Anatalone, primo vescovo di Brescia.

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