Altare di Santa Lucia

DESCRIZIONE

DESCRIZIONE

Nella seconda campata a sinistra si trova il bell’altare dedicato a Santa Lucia, la cui storia è legata all’assedio del Piccinino durato 18 mesi durante i quali il temibile capitano delle milizie milanesi bloccò l’ingresso di viveri in città, che andò incontro alla carestia, alla pestilenza e al freddo.

Il 13 dicembre del 1438 il Piccinino sferrò l’attacco che doveva essere decisivo ma venne respinto dall’apparizione miracolosa di due antichi santi bresciani, i fratelli Faustino e Giovita in abiti militari, i quali difesero la città. Da allora vennero venerati come patroni di Brescia. Proprio in quel giorno ricadeva la festa della santa siracusana vissuta nel IV secolo.

Probabilmente era già venerata nella chiesa di Sant’Agata, ma dal 1438 il suo giorno divenne anniversario di liberazione e vittoria. Davanti al suo altare una volta all’anno confluiva la processione cittadina che partiva dalla cattedrale, alla quale partecipavano il clero, le autorità civili, i paratici delle arti e dei mestieri e la popolazione per solenne ringraziamento.
Nel bell’altare dedicato a Lucia vi sono vari particolari che riportano alla memoria quel glorioso giorno: lo stemma cittadino, quasi illeggibile, i festoni di frutta, le testine d’angelo, le decorazioni in stucco delle lesene, i motivi a candelabra, i mascheroni, i trofei d’armi e scudi sui quali domina il leone rampante, simbolo della città.
Piuttosto mediocre la pala con il Martirio di santa Lucia, di scuola bresciana del Cinquecento. È attribuita al manierista Marco Richiedei, del XVI secolo.

Le due tele ai lati sono invece di Giuseppe Tortelli e raffigurano la Stabilità di santa Lucia (Santa Lucia condotta al martirio) a sinistra e la Comunione di Santa Lucia a destra, riprendendo il tema degli affreschi soprastanti di fine Cinquecento.

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